App con pubblicità, bambini accompagnati.

App con pubblicità, bambini accompagnati.

Non c’è alcun algoritmo né alcun automatismo che può sostituirsi alla presenza di un genitore nel gioco, nell’intrattenimento e nell’educazione di un bambino che usa i dispositivi digitali.

Tra le realtà più presenti nella nostra vita di tutti i giorni, Google occupa una posizione speciale.

E’ una grande società, ha reso il web più facile per tutti noi. Tra le tante cose che ci offre c’è YouTube, il canale dei video.

Cos’è YouTube, al di là della nostra più immediata esperienza? Alcune statistiche direttamente dalla fonte ci dicono che gli utenti YouTube nel mondo sono oltre 1 miliardo, che ogni minuto vengono caricati 300 ore di filmati, e che oltre la metà delle visualizzazioni avviene tramite dispositivi mobili.

Eccoci. Questo è un dato su cui invitiamo a soffermarci per una riflessione comune. Quanto è facile per un bambino accedere a YouTube su un dispositivo mobile e visualizzare un video in autonomia? Per i nostri bambini è tra le cose più semplici del mondo.

Per questo Google ha pensato bene di creare un’app che si chiama YouTube Kids: per rendere disponibile a genitori ed educatori video, canali e playlist “age-appropriate”, per tutta la famiglia.

Ma questo non significa che il bambino possa essere lasciato con il tablet in mano da solo. Ci sono alcune piccole regole di buona educazione digitale che valgono sempre.

1. L’automazione non protegge del tutto.
Nemmeno uno dei migliori team del mondo, capace di generare gli algoritmi più evoluti per filtrare i contenuti inappropriati in modo automatico, ha protetto Google dal subire critiche.  La Federal Trade Commission (FTC) negli Stati Uniti ha infatti ricevuto richieste di intervento da parte di associazioni quali Center for Digital Democracy, Campaign for a Commercial-Free Childhood, American Academy of Child and Adolescent Psychiatry, che hanno rilevato la presenza di messaggi non adatti ai bambini. Presenza dei genitori sempre consigliata.

2. Regole, poi disciplina.
Tra le osservazioni giunte alla FTC su YouTube Kids, c’è che i personaggi sono utilizzati per vendere prodotti. Le regole sono importanti; se un genitore le conosce, può chiedere che vengano rispettate e scegliere le app che lo fanno. I genitori che scelgono consapevolmente vivono più sereni (e i loro figli pure).

3. Fiducia, presenza, dialogo. 
Intendiamoci, Google vive di profitti, ma YouTube Kids è stata lanciata con le migliori intenzioni; questo non ha evitato che la lettera di un senatore statunitense a Google sull’app cominciasse a fare il giro del mondo (è qui in lingua inglese). La buona regola è che non devono mancare mai fiducia, presenza e dialogo tra genitori e figli, che valgono anche per l’accesso e l’uso di app. Come valevano per la TV.

4. L’incidente è accidentale.
Il più delle volte, se sorprendiamo il bambino a guardare qualcosa di inappropriato, è per caso e possiamo fare due belle cose: primo, non alterarsi, ma gestire con giocosa fermezza; secondo, trarne le conclusioni, stabilendo nuove piccole regole contestuali di accesso e uso del dispositivo e di quel che c’è dentro.

Lasciamo fare a Google il suo mestiere, e noi facciamo il nostro, il più bello del mondo, quello di genitori. Ne siamo consapevoli: è sempre centrale il genitore e l’educatore, sempre.

Il nostro impegno nell’educare all’uso consapevole di social media, app, internet e dispositivi digitali è intenso, il dialogo sul tema è già ricco ma lo consideriamo appena cominciato: c’è tanto da fare! Intanto, è utile ricordare il rapporto “Tecnologie Digitali e Bambini” del Centro per la Salute del Bambino che abbiamo contribuito a realizzare:

“Al di là di tutte le raccomandazioni che riguardano l’utilizzo di questa o quella tecnologia, vi è una indicazione di fondo che ci sentiamo di dare a tutti i genitori e agli insegnanti. È importante ed è necessario suscitare l’interesse, l’entusiasmo e l’amore dei bambini per altre attività e dimensioni della vita e delle relazioni, quali la lettura, la musica, il gioco, la scoperta della natura e dell’arte, l’attività fisica e sportiva. Se al bambino sarà data l’opportunità, fin da piccolo, di conoscere e apprezzare altre attività, saprà utilizzare le nuove tecnologie senza esserne sopraffatto. È questa la strada maestra di ogni processo educativo e nello stesso tempo il contesto necessario a rendere attuabili le diverse raccomandazioni che ci siamo sentiti di dare.”

Il rapporto del Centro per la Salute del Bambino è stato pubblicato sul numero di Gennaio 2015 della rivista Medico&Bambino.

Giovanni Vannini

Giovanni Vannini

Papà di 2, con 1 folletto in casa. Intraprenditore. La parola come mestiere​, prof che aspira a essere maestro​, educatore ai social media​. Amo intraprendenza,teatro,gesto atletico,la bellezza, e il delicato futuro dell'umanità.