Education ed Editoria: Mobile e Social crescono

Education ed Editoria: Mobile e Social crescono

Una settimana fa eravamo a Todi Appy Days e abbiamo portato il nostro contributo raccontando a quali condizioni l’integrazione delle logiche mobile nell’educazione e progettazione editoriale digitale siano un valore per educatori, famiglie e bambini. Abbiamo ricevuto segnali importanti: mobile app e social media sono esplosi tra le mani di genitori ed educatori e non siamo più in pochi a ritenere che sia necessario uno sforzo di educazione degli educatori per ricondurre adozione e uso del digitale in un quadro di buoni principi e pratiche educative. Ardua la sfida, imponenti le possibili buone prospettive. Nel nostro doppio impegno – contributo al panel “Tecnologie e Contenuti per favorire l’apprendimento attraverso il digitale” e presentazione Koo-koo Books “Progettare in Digitale per i Bambini tra Gioco, Educazione ed Esperienza” – abbiamo dialogato con insegnanti, genitori, studenti, UX designer, bibliotecari e non solo, trovando consapevolezza e viva attenzione per i principi e le buone pratiche…

Una storia per raccontare l’era digitale ai bambini

Una storia per raccontare l’era digitale ai bambini

Cinque anni fa usciva nelle librerie l’unica storia di carta per ragazzi che ho scritto. Quando ho cominciato a scriverla pensavo sempre a come potevo raccontare a ragazzi di 6-11 anni l’era di grande trasformazione che stavano vivendo e come l’introduzione delle tecnologie digitali nella loro vita quotidiana stava mutando di fatto il loro modo di vivere, di pensare e di relazionarsi in rapporto a un’evoluzione antropologica che assottiglia sempre più il reale e lo proietta e moltiplica anche all’interno di mondi virtuali. Mondi dove la virtualità può anche annullare o modificare la realtà. Sono i temi che sfidano quotidianamente i miei studi e le mie ricerche, e volevo trovare il modo di trasmettere a loro la possibilità di ragionare sul senso di questa trasformazione, dare a loro gli strumenti simbolici per la visione d’insieme di una matrice di bit che, come puntini da unire su un foglio, deve ricondurre a unità il tutto attraverso…

Una storia bella, Daniel

Una storia bella, Daniel

Ricordi quel bambino che ci aveva ispirati, Daniel, quello che studiava sotto la luce di un lampione… Prima che facesse il giro dei giornali italiani, tra cui La Repubblica che gli aveva dedicato ben due pagine, avevamo pubblicato la sua storia, che ci aveva ispirati. E’ bello condividere una storia che ispira, specialmente se è vera, venuta fuori, pensa un po’, da Facebook (c’è del buono nei social network: è in chi li usa bene!). Ma non ci eravamo limitati a guardare, come La Repubblica e gli altri, no; avevamo cercato di capire se potevamo far del bene, coerenti con la nostra continua tenace idea di fare la nostra piccola parte (la cosa non ci lascia mai, è lo stesso spirito con cui facciamo tutto in Koo-koo Books). Così avevamo scoperto che c’era una campagna di crowdfunding – una raccolta fondi – dedicata a Daniel e avevamo aderito. Bene, sorpresa: abbiamo ricevuto una lettera, la…

Non esistono schermi buoni o schermi cattivi, esistono solo bravi educatori!

Non esistono schermi buoni o schermi cattivi, esistono solo bravi educatori!

Stimolato da una riflessione lanciata da Anna Pisapia su Facebook su un articolo di Repubblica di Elena Dusi dal titolo “Ogni giorno otto ore al tablet: per i piccoli è una droga”, mi rendo conto che come al solito l’informazione rischia di diventare disinformazione, o meglio di peggiorare l’accesso critico ai temi dell’educazione ai nuovi media, dividendo l’opinione pubblica agli estremi di un campo di battaglia tra apocalittici digitali e techno-fan, ovvero tra chi come extrema ratio sarà portato a decidere se censurare qualsiasi dispositivo elettronico ai propri figli o se invece lasciarli liberi di usare in maniera arbitraria questi strumenti. In ambedue i casi il risultato sarà lo stesso: avremo creato comunque in loro un disagio sociale di qualche entità. Molti genitori vengono indotti, infatti, come sembra suggerire non troppo velatamente nell’articolo anche un esperto psicoterapeuta come Fulvio Scaparro, a pensare che la scelta in definitiva da fare per il bene dei propri…

Lo sviluppo linguistico del bambino partendo dall’Abbiccì

Lo sviluppo linguistico del bambino partendo dall’Abbiccì

Con Abbiccì l’educatore-insegnante o genitore sarà facilitato perchè potrà concentrarsi nel suo compito di regista e osservatore, ruoli fondamentali per garantire quella giusta distanza che permette al bambino di conquistarsi il ruolo di maestro del suo apprendimento e all’adulto di essere un educatore attento e rispettoso del mondo interno del bambino, capace di prendersi cura di lui con più efficacia.

Adolescenti e media, (non solo) rischi e minacce

Adolescenti e media, (non solo) rischi e minacce

Abbiamo fatto una ricerca su come si studiano i comportamenti dei teenager su internet e abbiamo trovato informazioni interessanti. Gli adulti con uno smartphone in Italia sono due su tre, e lo stesso vale per i 12-17enni. Facebook ce lo hanno praticamente tutti, YouTube due su tre, sempre tra gli adulti e considerando anche la navigazione da portatili e computer fissi. Occhio a questi dati ora: WhatsApp (con altre applicazioni di messaggistica che però restano marginali) è usato da tre utenti smartphone su quattro; stessa numerosità per chi fa e condivide foto/filmati o ci naviga in rete; quattro su dieci usa i social network in mobilità e tre su dieci ascolta musica e gioca (fonte Eurispes). A chi si riferiscono questi dati, agli adolescenti? No, a tutte le età. Tutti ragazzini insomma, se non fosse per quel quattro su dieci che lo usa per lavorare. Ma la mente degli adulti…

Ispirati da un bambino

Ispirati da un bambino

Una foto sta facendo il giro del mondo proprio in queste ore sui social media. E’ la foto di un bambino intento a studiare, di notte, su un marciapiede, sfruttando l’illuminazione di un locale. Ci piace questa foto. Racconta della voglia di crescere e di imparare, semplicemente questo. Come scrive Massimo Gramellini su La Stampa di oggi, questo bambino “non immagina di compiere un gesto eroico”. Eppure ammettiamolo, ci insegna belle cose. Daniel Cabrera, questo il nome del bambino, è di Manila, Filippine, e ci ricorda il dono della semplicità. Era lì per studiare e basta. Certo, poi per caso (il caso? c’è chi dice che non esiste!) passa di lì Joyce Torrefranca che lo fotografa e pubblica la foto sul proprio profilo di Facebook. Il post è semplice, dice “Ispirata da un bambino”. Bello. Anche lei è una studentessa, e vede in quel bambino un insegnamento. Il suo post è bello, semplice, puro,…

Un amore che fa la differenza

Un amore che fa la differenza

Quando penso alle difficoltà che comporta oggi essere dei genitori mi viene sempre in mente lo sketch del famoso comico americano C.K. Louis, in cui un papà cerca di rispondere a una vera e propria raffica di “perchè” che gli vengono letteralmente inferti dalla figlia. Il tutto parte da una domanda semplice: “Papà possiamo uscire a giocare?” a cui segue un “No” e da lì un’escalation comica di risposte e spiegazioni sempre più complesse che spostano sempre più la domanda esistenziale dalla figlia al genitore. Il finale è la chicca che chiude il piccolo confronto tra padre e figlia e mette finalmente in pace l’ansia di sapere della bambina. Quindi prima di anticiparvela qui di seguito, vi consiglio veramente di vedere tutto il filmato (se odiate la pubblicità prima del video come me, potete vederlo qui su YouTube). Ogni volta che lo vedo penso che mio papà deve aver avuto vita…

Un dispositivo veramente rivoluzionario… Il libro!

Un dispositivo veramente rivoluzionario… Il libro!

Dibattere ancora se sia meglio il libro digitale o quello stampato non ha molto senso. Questi dibattiti mi ricordano un po’ quelli dei geek nei forum e sui social quando discutono accanitamente se sia meglio un iPhone o un Samsung, o se il sistema Android o quello di Apple. Fiumi di post e conversazioni da stadio per esaltare l’una o l’altra fede tecnologica. Che poi tanto si va sempre a finire sulla potenza della fotocamera e su chi c’ha il sensore più elevato (perchè poi, alla fine, di machismo tecnologico si tratta), motivo per cui oggi Apple colma il gap tecnologico rispetto a Samsung con un’abile campagna pubblicitaria, quella che riempie le nostre città di immagini Scattate con iPhone 6. Ecco, nei dibattiti sul futuro dei libri spesso devo assistere agli stessi vecchi alterchi degli apocalittici e degli integrati. I primi che, dopo aver esaurito le poche cartucce in difesa del caro…

App con pubblicità, bambini accompagnati.

App con pubblicità, bambini accompagnati.

Non c’è alcun algoritmo né alcun automatismo che può sostituirsi alla presenza di un genitore nel gioco, nell’intrattenimento e nell’educazione di un bambino che usa i dispositivi digitali. Tra le realtà più presenti nella nostra vita di tutti i giorni, Google occupa una posizione speciale. E’ una grande società, ha reso il web più facile per tutti noi. Tra le tante cose che ci offre c’è YouTube, il canale dei video. Cos’è YouTube, al di là della nostra più immediata esperienza? Alcune statistiche direttamente dalla fonte ci dicono che gli utenti YouTube nel mondo sono oltre 1 miliardo, che ogni minuto vengono caricati 300 ore di filmati, e che oltre la metà delle visualizzazioni avviene tramite dispositivi mobili. Eccoci. Questo è un dato su cui invitiamo a soffermarci per una riflessione comune. Quanto è facile per un bambino accedere a YouTube su un dispositivo mobile e visualizzare un video in autonomia? Per i nostri bambini è tra le cose più…

L’esperienza digitale è un’esperienza reale che i bambini devono poter usare veramente

L’esperienza digitale è un’esperienza reale che i bambini devono poter usare veramente

Il primo progetto interattivo per bambini l’ho realizzato nel 1995. Si chiamava “Wolfgang il cyberlupo”. Era la storia di uno scienziato pazzo, talmente pazzo da escogitare la più atroce delle missioni che si potessero immaginare la notte di Natale: dare vita a un lupo cibernetico per attraversare la foresta, fargli raggiungere a valle la casina di un’”innocua” nonnina e rapire il tacchino destinato alla sua cena per utilizzarlo come cavia per i suoi esperimenti scientifici. “Come?! Una storia horror per bambini?!” Sì certo, la storia oggi potrebbe far impallidire qualche genitore. In realtà Wolfgang riprendeva i temi e gli ingredienti classici della favola classica e ne trasformava le paure in una serie di sketch e prove da superare per i bambini comiche, divertenti e a lieto fine che riducevano la figura del terribile cyberlupo – “forgiato in titanio e acciaio temperato” – in un misero Wil Coyote e quella del…

L’amicizia dei porcospini

L’amicizia dei porcospini

C’è uno scritto, considerato una piccola parabola, che se letto con lo spirito con cui i bambini giocano, con gioia e purezza, è molto bello. Parla di porcospini e a noi piace pensare che tratti di amicizia. Di questi famosi porcospini scrisse il filosofo Arthur Schopenhauer*,  ma né di lui né delle successive dottorali elucubrazioni di altri ci interessa, nemmeno se tra questi altri c’è il signor Sigmund Freud! No, a noi piace la parabola per la sua ‘semplice semplicità’, per quello che ci possiamo vedere noi genitori leggendola adesso ai nostri bimbi. Anzi, ci prendiamo la libertà di ritoccarla giusto un po’ come ci piace. I Porcospini di Schopenhauer. In una bianca giornata d’inverno c’era un piccolo gruppo di porcospini, tutti infreddoliti. Ben presto alcuni capirono che avvicinandosi si sarebbero scaldati e pensarono bene di proteggersi dal gran freddo stringendosi gli uni agli altri. Ma il movimento fu troppo veloce e disordinato! Così, invece di avere un conforto, si punzecchiarono a vicenda, finendo con l’allontanarsi d’un balzo….

5 modi alternativi di giocare con i vostri bambini e un iPhone

5 modi alternativi di giocare con i vostri bambini e un iPhone

È estate! La scuola è finita ed è tempo di uscire, giocare e divertirsi eppure… “È sempre su quel dannato telefono cellulare! E dico sempre! Sempre incollato a quel telefonino!!!”… Tuttavia, se sono proprio i genitori che, in cambio di un seppur meritato relax, hanno insegnato ai loro figli fin da piccoli a gestire la loro autonomia con un diversivo digitale, diventa più difficile poi sganciarli da quel modello una volta che questi diventano autonomi e più adulti, sperando alla fine che escano a giocare all’aperto come ai vecchi tempi del quando-eravamo-piccoli-noi. Nulla va dato per scontato e anche il digitale che fa parte del loro mondo fin dalla nascita, non dev’essere considerato uno strumento opzionale della vita, un diversivo ludico, ma oggetto di una seria azione educativa da parte dei genitori che va ben oltre la semplice e immediata censura. E allora ecco 5 modi alternativi di giocare in famiglia con un iPhone!

Arriva l’estateeeeee!!

Arriva l’estateeeeee!!

Finisce la scuola, arriva l’estate, tempo di aria aperta, giochi, sole e vento nei capelli, segni d’erba su ginocchia e vestitini,  e poi luce, luce presto, luce tanta e dappertutto, anche nei suoi occhi. Gli occhi dei bambini.. d’estate sono più vivi, luminosi.. forse non solo per gli abbaglianti riflessi dei meravigliosi cieli che si aprono d’estate, forse perché c’è più luce in tutti noi. E allora apriamoci al vivere, ai sipari sull’immenso teatro della fantasia dei bambini nei cortili delle città, siano liberate le regine, i leoni, i re, i cavalieri e poi draghi eroi poeti fate folletti e ogni personaggio e mondo che sono capaci di creare. Concediamogli l’esplorazione, la sorpresa, l’esuberanza, la corsa, l’amicizia, e poi anche il sonno, che viene quando vuole, quando il bambino lo sente, come la sete. Il suo sonno è ristoro, rigenerazione, anche composizione di tutti i coloratissimi stimoli che la sua vitalità gli (e ci) dona. Bella la…

Virtuali o virtuosi?

Virtuali o virtuosi?

Quando avevo 4 anni la tecnologia più sofisticata che avevo era un televisore in bianco e nero e una manopola da girare per cambiare canale. Nonostante questo, quel poco di interazione che avevo a disposizione era quanto bastava a calamitare tutta la mia attenzione sul televisore e le sue manipolazioni. A un amichetto di mia figlia molti anni dopo, serviva molto meno: a lui bastava che la televisione fosse accesa.

Mamma ho fatto un libro*

Mamma ho fatto un libro*

Conversazione tra un’autrice di un illustrato per bambini (.:.) e la sua mamma (.°.). (.:.) ciao mamma come stai? non mi trattengo, finalmente mi hanno pubblicato quel progetto, il mio illustrato per bambini, quello che avevo nel cassetto da anni! (.°.) cara ciao! Sto bene ma adesso ancor meglio! Da quanto tempo lo volevi! Brava!! (.:.) eh ne è passato di tempo! ho fatto in tempo a vendere libri su libri, ma a quello ci tenevo particolarmente.. quella favola, quelle illustrazioni erano lì ad aspettar la luce e finalmente CLIC! pubblicato! (.°.) Sono felice per te, che bello, te lo meritavi. (.:.) Già già.. quante volte me lo sono tirato fuori, mi riguardavo le illustrazioni, e i testi… me lo coccolavo ormai gli parlavo quasi per dargli fiducia.. (.°.) Ti immagino… E ora, che mi dici, partecipi a qualche concorso? Dai che ce la farai di nuovo! (.:.) Eh mamma, mi piacerebbe ma qui…

Il libro speciale (telefona pure!)

Il libro speciale (telefona pure!)

Ci sono persone meravigliose che ci hanno preceduto e dato l’esempio nel raccontare storie ai bambini. Prendiamone una grandissima, Laura Orvieto, autrice indimenticabile tra l’altro di quel Storie della Storia del Mondo ancora oggi ristampato con successo da Giunti Editore. La sua figura è bella e attualissima. Definita romantica, ribelle, e testarda dai suoi biografi più vicini, avrebbe voluto studiare più di quanto fosse concesso a una ragazza nella Milano di fine ‘800. Amava la cultura classica, conosceva la lingua inglese ed era una formidabile narratrice, capace di inventare storie incantevoli e di grande successo tra i fortunati bambini presenti. Che sogno sarebbe averla qui, ora, davanti a tanti bimbi. PUF! Laura! Meraviglioso! Aspetta ti prego, ecco i bambini, ecco… scegliamo una storia…  ecco Riccioli d’Oro! La lettura inizia e i bambini restano incantati. Lei, Laura, legge che è una meraviglia… Che armonia e che magia…. Beh, Riccioli d’Oro è una storia della buonanotte e si arriva alla fine…

Delle parole e l’inventar le storie

Delle parole e l’inventar le storie

S’avvicina il Salone del Libro di Torino e ci vien voglia di giocar con le parole. Tipo, immagina, vuoi raccontare una storia al tuo bimbo, è ora di nanna e invece di aprire Riccioli d’Oro ti senti ispirato e cerchi in rete Il Lonfo, lo trovi e glielo intoni (eh sì, lo reciti proprio, per la gioia del tuo bimbo). Eccolo qua: IL LONFO Il Lonfo non vaterca né gluisce e molto raramente barigatta, ma quando soffia il bego a bisce bisce, sdilenca un poco e gnagio s’archipatta. È frusco il Lonfo! È pieno di lupigna arrafferia malversa e sofolenta! Se cionfi ti sbiduglia e ti arrupigna se lugri ti botalla e ti criventa. Eppure il vecchio Lonfo ammargelluto che bete e zugghia e fonca nei trombazzi fa lègica busìa, fa gisbuto; e quasi quasi in segno di sberdazzi gli affarferesti un gniffo. Ma lui, zuto t’alloppa, ti sbernecchia; e tu…

Le storie sono esperienze

Le storie sono esperienze

“Che ci fanno insieme una ruota di pietra, l’impronta di un’astronauta e uno smartphone?”. Di solito inizia così il mio corso di lezioni all’Università. Gli studenti tentano di strutturare ragionamenti storici argomentati e logici, cercano di incanalare questi tre oggetti dentro gabbie culturali astratte che hanno già in mente. Poi, alla fine, nella maggior parte dei casi si arrendono: pensano probabilmente che io li stia prendendo in giro o che sia un pazzo. Allora li invito a costruire una storia, sì una storia che unisca questi tre elementi e che parli dell’evoluzione dell’uomo. Le cose così diventano più facili, non si deve argomentare, ricorrere all’astrazione, basta l’immaginazione, saper tessere delle trame (non è un caso che l’origine del termine “testo”, dal latino textum, significhi proprio questo), unire dei puntini, dati e fatti storici che fanno da ponte tra le diverse fasi, secondo un linguaggio simbolico che li conduce via via…

Arriva la festa della mamma!

Arriva la festa della mamma!

Domenica 10 maggio, ci siamo: si festeggia la mamma! E allora pronti, ci siamo anche noi a festeggiare la mamma come meglio merita! L’occasione più che speciale è unica e quindi stiamo preparando, cara mamma, un’offerta unica e una coccola tutta per te. L’offerta, anzi il regalo, eccolo qui: potrai avere ‘Io Sono un Supereroe’ e ‘Animali’ e… ti regaliamo ‘Riccioli d’Oro’! E’ il nostro piccolo omaggio a te, e lo stiamo preparando con cura: lasciaci un momento che lo impacchettiamo, lo infiocchettiamo e… lo pubblicheremo sulla nostra pagina Facebook qui (hai anche Twitter? eccoci qui!). Nel giorno della tua festa intanto, goditi il regalo più bello, quello dello sguardo dei tuoi figli, i loro pensieri e disegni, la poesia che recitano, il tempo che ti dedicano. Un immenso omaggio alla bellezza della mamma. Certamente il più bello di tutti. Dunque goditi tua figlia o tuo figlio. Poi, nei prossimi giorni, col cuore caldo e forte, concediti una dolce coccola. Presto pubblichiamo la nostra offerta per…