Una storia bella, Daniel

Una storia bella, Daniel

Ricordi quel bambino che ci aveva ispirati, Daniel, quello che studiava sotto la luce di un lampione… Prima che facesse il giro dei giornali italiani, tra cui La Repubblica che gli aveva dedicato ben due pagine, avevamo pubblicato la sua storia, che ci aveva ispirati. E’ bello condividere una storia che ispira, specialmente se è vera, venuta fuori, pensa un po’, da Facebook (c’è del buono nei social network: è in chi li usa bene!). Ma non ci eravamo limitati a guardare, come La Repubblica e gli altri, no; avevamo cercato di capire se potevamo far del bene, coerenti con la nostra continua tenace idea di fare la nostra piccola parte (la cosa non ci lascia mai, è lo stesso spirito con cui facciamo tutto in Koo-koo Books). Così avevamo scoperto che c’era una campagna di crowdfunding – una raccolta fondi – dedicata a Daniel e avevamo aderito. Bene, sorpresa: abbiamo ricevuto una lettera, la…

Non esistono schermi buoni o schermi cattivi, esistono solo bravi educatori!

Non esistono schermi buoni o schermi cattivi, esistono solo bravi educatori!

Stimolato da una riflessione lanciata da Anna Pisapia su Facebook su un articolo di Repubblica di Elena Dusi dal titolo “Ogni giorno otto ore al tablet: per i piccoli è una droga”, mi rendo conto che come al solito l’informazione rischia di diventare disinformazione, o meglio di peggiorare l’accesso critico ai temi dell’educazione ai nuovi media, dividendo l’opinione pubblica agli estremi di un campo di battaglia tra apocalittici digitali e techno-fan, ovvero tra chi come extrema ratio sarà portato a decidere se censurare qualsiasi dispositivo elettronico ai propri figli o se invece lasciarli liberi di usare in maniera arbitraria questi strumenti. In ambedue i casi il risultato sarà lo stesso: avremo creato comunque in loro un disagio sociale di qualche entità. Molti genitori vengono indotti, infatti, come sembra suggerire non troppo velatamente nell’articolo anche un esperto psicoterapeuta come Fulvio Scaparro, a pensare che la scelta in definitiva da fare per il bene dei propri…

Lo sviluppo linguistico del bambino partendo dall’Abbiccì

Lo sviluppo linguistico del bambino partendo dall’Abbiccì

Con Abbiccì l’educatore-insegnante o genitore sarà facilitato perchè potrà concentrarsi nel suo compito di regista e osservatore, ruoli fondamentali per garantire quella giusta distanza che permette al bambino di conquistarsi il ruolo di maestro del suo apprendimento e all’adulto di essere un educatore attento e rispettoso del mondo interno del bambino, capace di prendersi cura di lui con più efficacia.

Un amore che fa la differenza

Un amore che fa la differenza

Quando penso alle difficoltà che comporta oggi essere dei genitori mi viene sempre in mente lo sketch del famoso comico americano C.K. Louis, in cui un papà cerca di rispondere a una vera e propria raffica di “perchè” che gli vengono letteralmente inferti dalla figlia. Il tutto parte da una domanda semplice: “Papà possiamo uscire a giocare?” a cui segue un “No” e da lì un’escalation comica di risposte e spiegazioni sempre più complesse che spostano sempre più la domanda esistenziale dalla figlia al genitore. Il finale è la chicca che chiude il piccolo confronto tra padre e figlia e mette finalmente in pace l’ansia di sapere della bambina. Quindi prima di anticiparvela qui di seguito, vi consiglio veramente di vedere tutto il filmato (se odiate la pubblicità prima del video come me, potete vederlo qui su YouTube). Ogni volta che lo vedo penso che mio papà deve aver avuto vita…

App con pubblicità, bambini accompagnati.

App con pubblicità, bambini accompagnati.

Non c’è alcun algoritmo né alcun automatismo che può sostituirsi alla presenza di un genitore nel gioco, nell’intrattenimento e nell’educazione di un bambino che usa i dispositivi digitali. Tra le realtà più presenti nella nostra vita di tutti i giorni, Google occupa una posizione speciale. E’ una grande società, ha reso il web più facile per tutti noi. Tra le tante cose che ci offre c’è YouTube, il canale dei video. Cos’è YouTube, al di là della nostra più immediata esperienza? Alcune statistiche direttamente dalla fonte ci dicono che gli utenti YouTube nel mondo sono oltre 1 miliardo, che ogni minuto vengono caricati 300 ore di filmati, e che oltre la metà delle visualizzazioni avviene tramite dispositivi mobili. Eccoci. Questo è un dato su cui invitiamo a soffermarci per una riflessione comune. Quanto è facile per un bambino accedere a YouTube su un dispositivo mobile e visualizzare un video in autonomia? Per i nostri bambini è tra le cose più…

L’esperienza digitale è un’esperienza reale che i bambini devono poter usare veramente

L’esperienza digitale è un’esperienza reale che i bambini devono poter usare veramente

Il primo progetto interattivo per bambini l’ho realizzato nel 1995. Si chiamava “Wolfgang il cyberlupo”. Era la storia di uno scienziato pazzo, talmente pazzo da escogitare la più atroce delle missioni che si potessero immaginare la notte di Natale: dare vita a un lupo cibernetico per attraversare la foresta, fargli raggiungere a valle la casina di un’”innocua” nonnina e rapire il tacchino destinato alla sua cena per utilizzarlo come cavia per i suoi esperimenti scientifici. “Come?! Una storia horror per bambini?!” Sì certo, la storia oggi potrebbe far impallidire qualche genitore. In realtà Wolfgang riprendeva i temi e gli ingredienti classici della favola classica e ne trasformava le paure in una serie di sketch e prove da superare per i bambini comiche, divertenti e a lieto fine che riducevano la figura del terribile cyberlupo – “forgiato in titanio e acciaio temperato” – in un misero Wil Coyote e quella del…

Il libro speciale (telefona pure!)

Il libro speciale (telefona pure!)

Ci sono persone meravigliose che ci hanno preceduto e dato l’esempio nel raccontare storie ai bambini. Prendiamone una grandissima, Laura Orvieto, autrice indimenticabile tra l’altro di quel Storie della Storia del Mondo ancora oggi ristampato con successo da Giunti Editore. La sua figura è bella e attualissima. Definita romantica, ribelle, e testarda dai suoi biografi più vicini, avrebbe voluto studiare più di quanto fosse concesso a una ragazza nella Milano di fine ‘800. Amava la cultura classica, conosceva la lingua inglese ed era una formidabile narratrice, capace di inventare storie incantevoli e di grande successo tra i fortunati bambini presenti. Che sogno sarebbe averla qui, ora, davanti a tanti bimbi. PUF! Laura! Meraviglioso! Aspetta ti prego, ecco i bambini, ecco… scegliamo una storia…  ecco Riccioli d’Oro! La lettura inizia e i bambini restano incantati. Lei, Laura, legge che è una meraviglia… Che armonia e che magia…. Beh, Riccioli d’Oro è una storia della buonanotte e si arriva alla fine…

Le storie sono esperienze

Le storie sono esperienze

“Che ci fanno insieme una ruota di pietra, l’impronta di un’astronauta e uno smartphone?”. Di solito inizia così il mio corso di lezioni all’Università. Gli studenti tentano di strutturare ragionamenti storici argomentati e logici, cercano di incanalare questi tre oggetti dentro gabbie culturali astratte che hanno già in mente. Poi, alla fine, nella maggior parte dei casi si arrendono: pensano probabilmente che io li stia prendendo in giro o che sia un pazzo. Allora li invito a costruire una storia, sì una storia che unisca questi tre elementi e che parli dell’evoluzione dell’uomo. Le cose così diventano più facili, non si deve argomentare, ricorrere all’astrazione, basta l’immaginazione, saper tessere delle trame (non è un caso che l’origine del termine “testo”, dal latino textum, significhi proprio questo), unire dei puntini, dati e fatti storici che fanno da ponte tra le diverse fasi, secondo un linguaggio simbolico che li conduce via via…

Arriva la festa della mamma!

Arriva la festa della mamma!

Domenica 10 maggio, ci siamo: si festeggia la mamma! E allora pronti, ci siamo anche noi a festeggiare la mamma come meglio merita! L’occasione più che speciale è unica e quindi stiamo preparando, cara mamma, un’offerta unica e una coccola tutta per te. L’offerta, anzi il regalo, eccolo qui: potrai avere ‘Io Sono un Supereroe’ e ‘Animali’ e… ti regaliamo ‘Riccioli d’Oro’! E’ il nostro piccolo omaggio a te, e lo stiamo preparando con cura: lasciaci un momento che lo impacchettiamo, lo infiocchettiamo e… lo pubblicheremo sulla nostra pagina Facebook qui (hai anche Twitter? eccoci qui!). Nel giorno della tua festa intanto, goditi il regalo più bello, quello dello sguardo dei tuoi figli, i loro pensieri e disegni, la poesia che recitano, il tempo che ti dedicano. Un immenso omaggio alla bellezza della mamma. Certamente il più bello di tutti. Dunque goditi tua figlia o tuo figlio. Poi, nei prossimi giorni, col cuore caldo e forte, concediti una dolce coccola. Presto pubblichiamo la nostra offerta per…

Guardare il mondo con gli occhi del possibile

Guardare il mondo con gli occhi del possibile

I bambini interrogano il mondo. Stimolarli a interrogarsi fin da piccoli sui fatti del mondo significa aiutarli ad avere un accesso critico, a non accontentarsi della prima risposta, a non seppellire il pensiero sotto lo streaming facile del buon senso comune, dell’ovvio, che serve solo a non far faticare il cervello. A essere costruttori attivi, non utilizzatori passivi di conoscenza. i bambini vanno aiutati e stimolati a crescere pensando in positivo, non solo di fronte a un mondo fatto di black bloc che distruggono le vetrine dei negozi e incendiano le auto, ma anche di fronte ai pensieri negativi, stanchi e disincantati degli adulti di una società in crisi che non ha più speranze da trasmettere alle generazioni future.

Perché è importante far crescere bambini “smanettoni”

Perché è importante far crescere bambini “smanettoni”

Come tutti i bambini con i capelli rossi quando ero piccolo ero una peste. Ero capace di scalpellare il muro della mia camera per cercare di creare un tunnel che di notte mi portasse alla zona giorno di nascosto dai miei genitori coprendo di volta in volta il buco con un poster di Qui, Quo e Qua. Ero capace di scavare anche un buco nel terreno del giardino del nonno perché dovevo capire cosa c’era al centro della Terra: il mio migliore amico, infatti, mi aveva detto che avremmo trovato prima l’acqua, poi la pietra e infine il fuoco. Ero capace anche di scassinare la porta del gazebo degli attrezzi del vicino di casa perché convinto che quello era una covo di streghe e qualcuno le streghe prima o poi le doveva affrontare e uccidere. Insomma non ero proprio un bambino tranquillo, ma se c’era un trucco per farmi stare buono un paio di orette quel trucco si chiamava Meccano.

Facciamo finta che… so leggere!

Facciamo finta che… so leggere!

C’è un momento della crescita, intorno ai 2-3 anni, in cui un bambino comincia a interessarsi alle lettere, perché prende consapevolezza dell’importanza che questo ha anche per gli adulti. L’alfabeto diventa così in questa fase un nuovo e divertente gioco. Ricordo che mia figlia mi chiedeva in continuazione cosa fosse scritto in qualsiasi giornale, cartellone pubblicitario, segnaletica incrociasse il suo sguardo. Arrivati poi a casa si chiudeva nel perimetro di un foglio bianco circondata da matite colorate e cominciava a tessere disegnando un incredibile bricolage di tanti personaggi, oggetti, ma soprattutto una moltitudine di lettere, ovunque. Poi si precipitava da me a raccontarmi quella storia, cambiando più volte la narrazione, ma utilizzando la stessa mappa di elementi, raccontando e ri-raccontando gli stessi oggetti in modi sempre diversi, mutando nomi, comportamenti e associando talvolta anche suoni e piccole canzoncine. Io la guardavo ammutolito e mentre la mia mente si perdeva nella…