Adolescenti e media, (non solo) rischi e minacce

Adolescenti e media, (non solo) rischi e minacce

Abbiamo fatto una ricerca su come si studiano i comportamenti dei teenager su internet e abbiamo trovato informazioni interessanti. Gli adulti con uno smartphone in Italia sono due su tre, e lo stesso vale per i 12-17enni. Facebook ce lo hanno praticamente tutti, YouTube due su tre, sempre tra gli adulti e considerando anche la navigazione da portatili e computer fissi. Occhio a questi dati ora: WhatsApp (con altre applicazioni di messaggistica che però restano marginali) è usato da tre utenti smartphone su quattro; stessa numerosità per chi fa e condivide foto/filmati o ci naviga in rete; quattro su dieci usa i social network in mobilità e tre su dieci ascolta musica e gioca (fonte Eurispes). A chi si riferiscono questi dati, agli adolescenti? No, a tutte le età. Tutti ragazzini insomma, se non fosse per quel quattro su dieci che lo usa per lavorare. Ma la mente degli adulti…

App con pubblicità, bambini accompagnati.

App con pubblicità, bambini accompagnati.

Non c’è alcun algoritmo né alcun automatismo che può sostituirsi alla presenza di un genitore nel gioco, nell’intrattenimento e nell’educazione di un bambino che usa i dispositivi digitali. Tra le realtà più presenti nella nostra vita di tutti i giorni, Google occupa una posizione speciale. E’ una grande società, ha reso il web più facile per tutti noi. Tra le tante cose che ci offre c’è YouTube, il canale dei video. Cos’è YouTube, al di là della nostra più immediata esperienza? Alcune statistiche direttamente dalla fonte ci dicono che gli utenti YouTube nel mondo sono oltre 1 miliardo, che ogni minuto vengono caricati 300 ore di filmati, e che oltre la metà delle visualizzazioni avviene tramite dispositivi mobili. Eccoci. Questo è un dato su cui invitiamo a soffermarci per una riflessione comune. Quanto è facile per un bambino accedere a YouTube su un dispositivo mobile e visualizzare un video in autonomia? Per i nostri bambini è tra le cose più…